Rizzo (UAI FNGI Parrucchieri): Noi rispettiamo le regole, ma gli abusivi?

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Ritorna l’incubo per gli operatori della bellezza, nel periodo dopo il 18 Maggio 2020 la maggioranza degli operatori della bellezza aveva investito importanti risorse nell’avere i propri locali attrezzati e sanificati secondo le regole che il governo ci aveva dato.

“Alcune volte avevamo fatto di più di ciò che ci era stato assegnato di fare. I nostri saloni hanno rispettato rigorosamente tutto, ma, per volere di qualche sciagurata motivazione ci hanno di nuovo chiusi, ci penalizzano e in tanti questa volta non riapriranno più le serrande, ci hanno fatto indebitare con lo stato promettendoci che ci avrebbe tutelato, abbiamo versato tutti i contributi e ancor più abbiamo pagato le tasse regolarmente, ci hanno messo in condizioni di spendere cifre importanti per l’adeguamento alle lotterie e xlm7.

Piangeremo lacrime infuocate in questo momento perché dobbiamo comunicare alle nostre clienti che non possiamo prenderci più cura della loro immagine in questo periodo sfidante dove ognuna di loro ha bisogno per ridare fiducia a se stesse nel guardarsi allo specchio.

Il ritorno degli sciacalli sarà immediato, l’abusivismo mai interrotto la farà da padrone, lavorerà come sempre ha fatto, ma in questa fase sarà più selvaggio perché in tanti diranno che indossando la mascherina saranno protetti e si sentono al sicuro.

Dobbiamo essere forti tutti noi operatori del benessere per essere sempre più pronti appena ci daranno il via dopo questa fase, speriamo breve, per ritornare a prenderci cura dei nostri amati clienti.”

Queste le parole di Enzo Rizzo delegato nazionale per la categoria Parrucchieri e Benessere della Unione Artigiani Italiani e delle PMI / Federazione Giovani Imprenditori.

A cui fa eco il Presidente Nazionale Cosimo Damiano Carlucci: ” Adesso chiediamo ancora una volta che le regole siano rispettate da tutti e si mettano in campo i controlli per far si che gli abusivi non la facciano ancora una volta da padrone in un comparto che ha perso il 45% del fatturato da inizio pandemia (quanto emerge dal centro studi UAI), percentuali che sono andate ad alimentare il lavoro in nero fatto porta a porta. Oltre al danno, la beffa! Siamo vicini alle categorie più penalizzate in questa pandemia che sta mietendo ormai una miriade di partite iva”.